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intervista ad Antonio Manzini

 

 

      250 2015 09 11 104 006       Antonio Manzini si raconta

 

1 - Antonio Manzini, la prima domanda che vorrei farle è se lei si sente più attore o scrittore?

Non faccio più l'attore da sei anni circa, è qualcosa che non mi appartiene più

2 - Quando ha creato il personaggio del vice questore Rocco Schiavone, si aspettava tutto il successo che ha ottenuto?

Assolutamente no, è un successo che è cresciuto pian piano col tempo ma tutto potevo pensare tranne che Rocco Schiavone entrasse così in profondità nel cuore dei lettori.

3 - Come è stato scoperto dalla Sellerio, la casa editrice che l’ha pubblicato?

Mandai il manoscritto all'editor della casa e dopo qualche mese mi chiamò Antonio Sellerio che era intenzionato a pubblicare Pista nera, il primo libro con Rocco. A dire la verità rimasi molto colpito quando l'editore mi telefonò, mi ero dimenticato di aver mandato alla Sellerio il libro. Colpito ed emozionato, e ovviamente felice.

4 - A proposito, come le è nata l’esigenza di iniziare a scrivere romanzi gialli, di investigazione?

Mi divertiva questo personaggio, vederlo agire fuori dalla sua città, al freddo, diciamo che il giallo e l'investigazione sono stati necessari per parlare di Rocco, non il contrario.

5 - Quanto c’è di Manzini in Schiavone? Anche lei non può fare a meno delle Clarks?

Sì, non le porto da qualche anno. C'è poco o niente, a parte la lista delle rotture di scatole, quella è personale...

6 - Rocco Schiavone è burbero, scorretto, scorbutico, scontroso, intrattabile… come mai ha disegnato un personaggio del genere?

Ricordo che in prima stesura era anche molto peggio, poi si è addolcito. Mi piacciono i personaggi pieni di zone oscure, non amo gli eroi senza macchia e senza paura, preferisco quelli difettati dalla fabbrica.

 

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7-  Da dove prende spunto per i casi che il vice questore deve risolvere?

Fantasia.

8 - C’è stato un autore che in qualche modo ha influenzato il suo modo di narrare?

Penso a molti narratori che amo. Brookmeyer, Wolfe, Foer, Calvino, King, Maupassant, Manchette, Simenon, Ellroy, Burke, Tyler... sono talmente tanti...

9 - Cosa unisce Rocco Schiavone a un altro commissario entrato nell’immaginario collettivo come Montalbano del suo maestro Camilleri?

La stessa casa editrice, credo un'impronta narrativa ironica, veniamo tutti e due dal teatro, e questo nell'impostazione e nei dialoghi credo si senta.

10 - Progetti futuri?

Continuare a raccontare Rocco, a ottobre invece uscirà per i tipi di Chiarelettere un romanzo dal titolo "Orfani Bianchi" la storia di una badante moldava costretta a lasciare il figlio in un orfanotrofio rumeno per permettersi un futuro migliore che la vita, il suo paese e il nostro non le concederebbero.

di Jonathan Arpetti

2017  Collettivo Idra  

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