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Intervista all'avvocato-scrittore Francesco Gradozzi

 

Copertina IL MANDATO 3D         The italian lawyer

 

1)      Lei è un avvocato con la passione per la scrittura, che a un certo punto ha deciso di pubblicare un libro...

Si, dopo oltre quindici anni di professione ho sentito il desiderio di evadere. Da tempo avevo voglia di mettere il naso fuori dai rigidi schemi del linguaggio e della logica giuridica e dare completa libertà all’immaginazione, ma non riuscivo a trovare una storia degna di essere raccontata. Poi tre anni fa mi è venuta in mente una trama che aveva un capo e una coda e ho cominciato a lavorarci. Devo dire che l’esperimento non mi è dispiaciuto affatto, anzi mi ha dato nuovi stimoli, mi ha appassionato e soprattutto mi ha molto divertito. Non è stato facile, però, specialmente passare dalla forma mentale dell’avvocato - abituato a un gergo tecnico - a quella del narratore, che ha il compito di catturare l’attenzione del lettore e mai perderla. Per aiutarmi ho letto manuali sulla scrittura romanzesca contemporanea e ho frequentato un corso di scrittura creativa. Poi con tanta pazienza e sacrificio, tra alti e bassi, ho cominciato a scrivere utilizzando i pochi ritagli di tempo che avevo a disposizione.

2)      Il suo romanzo, Il mandato, autoprodotto, sta riscuotendo un buon successo di pubblico, se lo aspettava?

Assolutamente no. Essendo la mia prima esperienza letteraria, e non avendo termini di paragone, ero profondamente scettico sulla bontà del mio lavoro, tanto da arrivare a pensare più di una volta di non pubblicarlo. Mentre scrivevo pensavo a tutto tranne che all’ottimo riscontro di pubblico che ci sarebbe stato. Pensi che nel week-end di Pasqua 2016 “Il mandato” è salito al primo posto della classifica di Amazon degli e-book più scaricati nella categoria letteratura e narrativa ed è entrato nella top 10 delle novità più interessanti; ha ricevuto decine di recensioni positive tra Amazon, ilmiolibro.it, Anobii e Facebook, per non parlare dei tantissimi giudizi, tutti estremamente positivi, che mi sono stati esternati personalmente da chi l’ha letto. È stata una soddisfazione enorme quanto inaspettata, un risultato davvero gratificante che mi ha ripagato di tutti i sacrifici fatti.

3)      Se vogliamo in qualche modo catalogarlo potrebbe essere definito un legal thriller alla John Grisham... provi a raccontarcelo.

Si, il genere è esattamente quello. Un writing coach americano sostiene che un romanzo non è un buon romanzo se non può essere riassunto in una sola frase. Una sola, singola frase. Ed ecco la mia: “un avvocato italiano in crisi, incaricato da una multinazionale americana di difendere un proprio azionista accusato di omicidio, si improvvisa penalista fingendosi un’altra persona, ma nel corso del processo scopre il vero motivo di quell’incarico”. La narrazione si svolge su piani paralleli che finiscono per convergere in un unico filone; dietro all’intrigo internazionale e agli inganni attuati dai vari personaggi ho voluto raccontare la storia di un padre rimasto solo che si barcamena tra mille difficoltà per cercare di mantenere la sua immagine di uomo di successo e nello stesso tempo per proteggere il suo unico figlio da una feroce crisi economica che sembra non avere fine. Lo fa senza eroismo, senza un vero e proprio riscatto, ma in questo percorso riuscirà a scoprire l’autenticità di sentimenti appannati da anni di ipocrisie e di cinismo.

 

Foto biografia IL MANDATO 2

 

4)      Quanto tempo ha impiegato a scriverlo? Dove ha preso spunto per la trama?

Ho impiegato circa tre mesi per mettere a punto la struttura del romanzo e circa due anni per scriverlo, intervallati da lunghe pause di “riflessione”. Per la trama ho preso spunto principalmente dalla mia esperienza professionale e poi, utilizzando il metodo – se così possiamo definirlo – del “what if…” (cosa succederebbe se…), ho lasciato a briglia sciolta la fantasia portando all’estremo situazioni in cui potrebbe trovarsi un professionista del diritto. Avevo in mente un romanzo che mettesse in contrapposizione la nostra realtà provinciale con il resto del mondo, che parlasse del nostro territorio, ma che non ne fosse imprigionato. In buona sostanza un romanzo che potesse essere potenzialmente letto da chiunque nel mondo. Mi sono ispirato a John Grisham, di cui sono un grande ammiratore, ma anche a Scott Turow, James Patterson e ad autori di altri generi, come Paul Auster.

5)      Quanto c'è di autobiografico?

Al di là di alcune situazioni che ho vissuto personalmente, soprattutto nelle aule di tribunale e nei rapporti con i colleghi, non c’è nulla di autobiografico. Anzi, Alessandro Loggia, il protagonista, è molto diverso da me. Sono sicuro che se mi fossi trovato al suo posto non avrei avuto il coraggio di fare le scelte che ha fatto lui!

6)      Progetti futuri?

Un secondo romanzo. Questa volta vedrà come protagonista un altro dei tre soci dello Studio Legale Loggia Mancini Liuti, il quale si troverà ad affrontare una situazione diversa, ma non meno complicata di quella in cui si è trovato Alessandro Loggia (che forse rispunterà fuori…).

7)      Per tutti coloro che volessero leggerlo, dove è possibile reperirlo?

Su Amazon si può acquistare sia l’edizione stampata che l’e-book. Per chi abita nelle Marche il libro può essere acquistato anche presso la libreria Mondadori del centro commerciale Corridomnia a Corridonia, presso la Bottega del Libro e la libreria Del Monte a Macerata, presso la libreria Ubik di Fermo, la libreria Il Mercante di Storie di Osimo e ad Ancona presso la libreria Fogola.

 

 

       Jonathan Arpetti

2017  Collettivo Idra  

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